Il Comune di Napoli- allineandosi ad altre città italiane (perlopiù del centro-nord e perlopiù leghiste) – dice (dice, ché comunque sempre di annunci si tratta) di voler dichiarare guerra ai murales. Si tratta di una questione che ci riguarda da vicino, o almeno io la penso così. Infatti i graffiti che colorano gli infiniti muri grigi di Ponticelli e i suoi angoli più squallidi e maleodoranti sono uno dei pochi elementi di bellezza che posso mostrare orgoglioso ai miei bambini quando ci muoviamo per il quartiere. Mio figlio – per esempio – ama moltissimo il “Naruto” che adorna il versante sud-est del muro di cinta dell’IPSIA (foto). Anzi, rischiando di passare per un istigatore a delinquere, ne approfitto per ringraziare pubblicamente il giovane writer che lo ha realizzato.
Dice ilComandante d’Italiache i graffitari deturpano i monumenti e danneggiano i beni pubblici e quindi vanno messi in galera. Forse c’è un equivoco (ma sappiamo bene che non è affatto un equivoco). Quelli non sono graffitari, sono vandali: c’è una certa differenza. Le norme che puniscono chi danneggia la proprietà pubblica e privata esistono già, a Napoli manca solo chi si applichi ad applicarle (poi ci sarebbe da capire perché qui ci sono tanti ragazzi che godono nel distruggere tutto ciò che è di uso collettivo, ma questa è un’altra storia). I monumenti, gli edifici di pregio, gli elementi di arredo urbano - che si trovino del centro storico o oltrove – non sono ovviamente deturpati dai writers che è gente che ama l’arte, la studia, la pratica, ma da ”gremlins” che ci accendono falò o ci scrivono roba tipo “Genny, sì a vita mia” o “Mastiffs sud per sempre 1995″.
Se mai un giorno il proclama comunale verrà messo in pratica, io già me lo vedo cosa succederà in questa disgraziata città: i deliquenti – furbi e violenti ancorché certi dell’impunità - continueranno tranquillamente a devastare i nostri monumenti, i nostri parchi, le nostre fontane, le nostre stazioni, mentre qualche giovane artista in erba – come ce ne sono tanti tra i writers che (miracolosamente) opera(va?)no nel nostro quartiere – verrà pizzicato da qualche inflessibile agente municipale con la bomboletta in mano mentre sta ”danneggiando” qualche muro scalcinato di qualche struttura pubblica (comunale?) abbandonata.

































![n114473841901257_7171[1]](http://quartiereponticelli.files.wordpress.com/2010/04/n114473841901257_71711.jpg?w=106)










giugno 16, 2009 alle 12:36 pm
Sono assolutamente d’accordo con il tuo punto di vista. anch’io ho una bambina e quando siamo per strada l’unica cosa carina sul quale posso coinvolgerla sono i murales. lasciamo chei writers si esprimano liberamente se questo serve a dare colore ad un luogo squallido e il Comune pensi a dare risposta a problemi reali.
giugno 16, 2009 alle 4:06 pm
Sono molto d’accordo con le considerazioni precedenti in merito alla logica securitaria di destra che ha coinvolto anche il Comune di Napoli purtroppo.
I murales esprimono cultura, manualità, originalità. Fanno si che muri sordi e grigi diventino opere d’arte.
Se vi fa piacere sappiate che queste idee ho avuto modo di rappresentarle nel Consiglio Comunale di Napoli il 23 settembre del 2008, criticando aspramente l’Assessore alla Legalità – Luigi Scotti.
Raffaele Carotenuto
giugno 18, 2009 alle 1:52 pm
Caro Raffaele conosco le tue nobili battaglie per la difesa delle libertà “latu sensu” in particolare quelle di espressione………….ma sulla vicenda dei murales ho qualche dubbio. In particolare credo sia doveroso chiarire come dove e quando si parla di murales e quando di atto vandalico, credo sia necessario assumere e far assumere agli agenti deputati ( sindaco, assessore, direzione competente) un preciso “discrimen” tra le due fattispecie ( atto vandalico e murales) altrimenti corriamo il rischio di far demagogia e ovviamente non centriamo l’obiettivo di salvaguardare “il bello” e punire i vandali. Ti allego un semplice atto recente della giunta comunale sul tema, e aggiungerei sui costi per la collettività, del ripristino dei luoghi d’arte offesi da opere di writer …………………………
Delibere della seduta del giorno 04-06-2009
Dipartimento:DIREZIONE CENTRALE III PATRIMONIO E LOGISTICA
Servizio Proponente:DIRETTORE CENTRALE
Oggetto:Autorizzazione per l’impegno di spesa di € 17.400,00 sull’int. 1.01.05.03 (cap. 5544) – del Bilancio 2009, per l’affidamento del servizio rimozione scritte vandaliche all’interno dell’Arco di Trionfo di Castel Nuovo
Numero:901
giugno 22, 2009 alle 3:54 pm
A gennaio 2004, l’allora Sindaco di Roma, Veltroni, stanziò 400.000,00 euro. Altrettanti la Camera di Commercio di Roma. L’ingente somma per finanziare il “progetto quartieri per il decoro urbano”. Non ci crederete, si trattava di cancellare i murales in alcuni quartieri di Roma.
Visto che anche il buon Veltroni, come altri di diverso schieramento politico, si preoccupava di cancellarli, possiamo forse affermare che i murales non sono nè di destra nè di sinistra. E la loro concellazione forse non è quindi figlia di logica (o ossessione o illusione) securitaria.
I “madonnari” già dal 1500 realizzavano vere (effimere) opere d’arte. Opere d’arte che con la prima pioggia sarebbero sparite. Utilizzavano gessi e polveri colorate.
I moderni writer realizzano delle opere d’arte indelebili e tossiche. Utilizzano economiche bombolette di vernice che sono delle vere e proprie bombe tossiche.
Nel lontano 1997 un comune del Nord disciplinò, con apposito regolamento, la materia.
Forse questa la soluzione? Creare una sorta di albo di writer ed individuare delle aree idonee ed indire dei concorsi?
E utilizzando solo vernici atossiche?
agosto 4, 2009 alle 11:30 pm
l Comune lamenta di non avere 10mila euro per riparare una strada ed intanto si organizza a spendere una cifra iperbolica per l’annuale carrozzone della festa di Piedigrotta. Ma con quali soldi sarà pagato Elton John se il nostro Sindaco piange sempre miseria?
saluti a tutti….