Piano Recupero urbano Ponticelli – aggiornamenti

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il Piano di Recupero Urbano di Ponticelli si distingue in 4 ambiti.

1) Il sub ambito 1 comprende l’area delimitata dal Rione ex Incis e dal palazzo dell’ARIN (area retrostante) E’ stato espletato ogni adempimento , i lavori dovrebbero iniziare  nei primi due mesi del 2010

2) Il sub ambito 2 comprende l’area delimitata tra Via Argine (antistante ARIN) e Via San Michele fino alla chiesa SS. Pietro e Paolo e si presenta critico per diverse ragioni. Vi è stata già l’aggiudicazione provvisoria dei lavori e quest’ultimi dovevano cominciare diverso tempo fa. La ditta vincitrice si chiama “Fontana Costruzioni” alla quale è stato ritirato il certificato antimafia dal Prefetto di Caserta – Monaco (ditta non pulita). A questo punto il Comune di Napoli non può fare altro che revocare l’aggiudicazione e predisporre una nuova gara d’appalto facendo uscire un nuovo bando presumibilmente entro l’inizio del 2010.

3) Il sub ambito 3, tra la chiesa SS. Pietro e Paolo e Via De Meis, sarà interessato dall’uscita del bando all’inizio del 2010.

4) Il sub ambito 4, tra villa Morabito (Ponte interrotto-dopo rione de gasperi) e Campo Evangelico, presenta il cantiere operativo per l’area fronte Lotto P4 del Lotto “O” che ospiterà i 48 alloggi del campo evangelico che verrà demolito. Mentre ci sono problemi di parcheggi e sopraelevata altezza Via de Meis su cui vi è bisogno di una ulteriore Conferenza dei Servizi con la Vesuviana per dare la definizione ultimativa dell’area in superficie (esempio se deve restare o meno la sopraelevata interrotta oppure tramutarla in viabilità ordinaria).

29 Risposte a “Piano Recupero urbano Ponticelli – aggiornamenti”

  1. Andrea NApolitano Dice:

    E’ diventata ormai una storia infinita. Ilavori erano previsti già da 15 anni.
    Sono però contento che qualcosa si sta muovendo. e mi fa piacere che da questo sito da spesso notizia su questo argomento.

  2. Raffaele Carotenuto - comunicato stampa Dice:

    /*Piano di Recupero Urbano di Ponticelli: ditta in “odore” di camorra */

    Il sub-ambito 2 del Piano di Recupero Urbano di Ponticelli, compreso nell’area che va da Via Argine a via San Michele, è stato aggiudicato alla /*Fontana Costruzioni Spa*/, soggetto a cui è stato ritirato il certificato antimafia dal Prefetto di Caserta Dott. Monaco.

    La Fontana Costruzioni Spa, secondo le indagini condotte dalla Dda di Napoli e dal Gico della Guardia di Finanza, è un’impresa edile legata al clan dei Casalesi. E’ la stessa ditta che aveva vinto l’appalto per l’aula bunker di Poggioreale ed il maxi-appalto per la ricostruzione post-terremoto a l’Aquila, naturalmente esclusa successivamente dalla Protezione Civile perché legata a Michele e Pasquale Zagaria, esponenti del clan omonimo.

    Bisogna immediatamente “cacciare” la Fontana Costruzioni Spa dal territorio della città di Napoli.

    Chiedo al Sindaco Iervolino di adoperarsi da subito per la rescissione del contratto in essere con questa ditta di costruzione edile.

    Di tutto abbiamo bisogna tranne che di un soggetto in “odore” di camorra. Ne va della credibilità dell’Amministrazione Comunale e dell’intera città.

  3. Alessio Viscardi Dice:

    Il problema è che per non far andare deserte le gare, hanno dovuto modificare illegalmente il Piano Regolatore Regionale. ORa, è indagata mezza giunta comunale (vedi caso PalaPonticelli)

  4. Comunicato stampa - denuncia - Carotenuto Dice:

    “/… Le aree bruciate dall’odio razziale e dalla cecità xenofoba sono
    interessate da un piano di recupero urbano capace di convogliare
    investimenti pubblici e privati per 49 milioni di euro. Trentaquattro
    milioni ad opera di privati e quindici provenienti da finanziamenti
    pubblici…”/

    Queste sono le esatte parole riportate nel libro di cui sono autore
    “/*Napoli – La città e il Palazzo – Storie di ordinaria provvisorietà*/”
    (La città del Sole) pubblicato nello scorso novembre, in merito agli
    eventi del 13 maggio 2008, quando vi fu la caccia ai rom-rumeni quasi
    bruciati vivi.
    Oggi quell’area è stata aggiudicata alla “*Fontana Costruzioni Spa”* con
    sede legale a San Cipriano d’Aversa di Pasquale e Michele Zagaria,
    esponenti dell’omonimo clan appartenente ai Casalesi, così come
    sostenuto dalla Dda napoletana e dal Gico della Guardia di Finanza.
    E’ una coincidenza che su 10 campi abusivi vengono bruciati proprio quei
    due su cui doveva nascere un programma di riqualificazione, compresi i
    rom-rumeni?
    Il cantiere doveva essere aperto il 4 agosto del 2008 ma poi così non
    fu. Perché?
    E’ un caso che ad aggiudicarsi quel sub-ambito 2 sono risultati essere
    poi i Casalesi?
    Allora qualcuno disse qualcosa, ma furono i silenzi a prevalere.

    Napoli, *29 ottobre 2009*

  5. Nicola Fontana Dice:

    Dico semplicemente al Sig. Carotenuto di vergognarsi delle affermazioni fatte sulla mia azienda.Tengo a precisare (perchè abbiamo le carte) che l’informativa della Prefettura di Caserta parla di sospetti …… Non che la Fontana è la ditta dei Casalesi!!!!!!!!!!
    Inoltre preciso che tale informativa è stata impugnata presso le sedi competenti, e siamo in attesa della sentenza, che daranno i giudici chiaramente, non è compito di altri condannare le persone senza conoscere nemmeno i fatti e le circostanze…………
    Che vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. quartiereponticelli Dice:

    Ricordiamo che il Blog ha, solo, pubblicato un comunicato stampa di Raffaele Carotenuto. Egli é responsabile di ciò che dice.
    Ringraziamo il sig. Fontana per la precisazione.
    Saremo lieti di pubblicare ogni notizia o comunicato inviatoci dalla ditta Fontana sull’argomento.

  7. Raffaele Carotenuto Dice:

    Prego gli autorevoli commentatori di questo blog di informarsi dettagliatamente sulla “Fontana Costruzioni” consultando gli “ulteriori” siti indicati di seguito.
    ———————————————–
    http://www.blitzquotidiano.it
    http://www.ilcapoluogo.com
    http://www.internapoli.it
    http://www.napoli.indymedia.org
    http://www.freecampania.blogspot.com

    ————————————————–
    http://www.facebook.com/l/a494f;www.abruzzoitalia.it
    http://www.facebook.com/l/a494f;www.liberainformazione.org
    http://www.facebook.com/l/a494f;www.positanonews.it
    http://www.facebook.com/l/a494f;www.ilcentro.gelocal.it
    http://www.facebook.com/l/a494f;www.nonsolonews.it
    http://www.facebook.com/l/a494f;www.pupia.tv
    http://www.facebook.com/l/a494f;www.9online.it

    __________________________________________________________________

    Il Servizio Edilizia Pubblica del Comune di Napoli con Determinazione Dirigenziale n. 28 del 29/10/2009 ha revocato l’aggiudicazione dell’appalto alla A.T.I. Fontana Costruzioni per il Sub-Ambito 2 del Piano di Recupero Urbano di Ponticelli, poiché sussistenti le cause interdittive di cui all’art. 4 del D. Lgs. 490 del 08/08/1994 che di seguito si riporta:

    DOCUMENTO: 08/08/1994 DECRETO LEGISLATIVO n. 490
    FONTE: GAZZETTA UFFICIALE N. 186

    ART. 4.
    INFORMAZIONI DEL PREFETTO – LETTERA D) DELL’ART. 1 COMMA 1, DELLA LEGGE 17 GENNAIO 1994, n. 47

    1. Le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e gli altri soggetti di cui all’art. 1, devono acquisire le informazioni di cui al comma 4 prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti, ovvero prima di rilasciare o consentire le concessioni o erogazioni indicati nell’allegato 3, il cui valore sia:

    a) pari o superiore a quello determinato dalla legge in attuazione delle direttive comunitarie in materia di opere e lavori pubblici, servizi pubblici e pubbliche forniture, indipendentemente dai casi di esclusione ivi indicati;

    b) superiore a 300 milioni di lire per le concessioni di acque pubbliche o di beni demaniali per lo svolgimento di attività imprenditoriali, owero per la concessione di contributi, finanziamenti e agevolazioni su mutuo o altre erogazioni dello stesso tipo per lo svolgimento di attività imprenditoriali;

    c) superiore a 200 milioni di lire per l’autorizzazione di subcontratti, cessioni o cottimi, concernenti la realizzazione di opere o lavori pubblici o la prestazione di servizi o forniture pubbliche.

    2. E’ vietato, a pena di nullità, il frazionamento dei contratti, delle concessioni o delle erogazioni compiuto allo scopo di eludere l’applicazione del presente articolo.

    3. Ai fini di cui al comma 1, la richiesta di informazioni è inoltrata al prefetto della provincia nella quale hanno sede i soggetti di cui all’art. 1. Tale richiesta deve contenere gli elementi di cui all’allegato 4.

    4. Il prefetto trasmette alle amministrazioni richiedenti, nel termine massimo di quindici giorni dalla ricezione della richiesta, le informazioni concernenti la sussistenza o meno, a carico di uno dei soggetti indicati nelle lettere d) ed e) dell’allegato 4, delle cause di divieto o di sospensione dei procedimenti indicate nell’allegato 1 nonché le informazioni relative ad eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi delle società o imprese interessate. A tal fine il prefetto, anche avvalendosi dei poteri di accesso e di accertamento delegati dal Ministro dell’interno, dispone le necessarie verifiche nell’ambito della provincia e, ove occorra, richiede ai prefetti competenti che le stesse siano effettuate nelle rispettive province.

    5. Quando le verifiche disposte a norma del comma 4 siano di particolare complessità, il prefetto ne dà comunicazione senza ritardo all’amministrazione interessata e fornisce le informazioni acquisite entro i successivi trenta giorni. Nel caso di lavori o forniture di somma urgenza, fatto salvo quanto previsto dal comma 6, le amministrazioni possono procedere dopo aver inoltrato al prefetto la richiesta di informazioni di cui al comma 3.

    6. Quando, a seguito delle verifiche disposte a norma del comma 4, emergono elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa nelle società o imprese interessate, le amministrazioni cui sono fornite le relative informazioni dal prefetto, non possono stipulare, approvare o autorizzare i contratti o subcontratti, né autorizzare, rilasciare o comunque consentire le concessioni e le erogazioni. Nel caso di lavori o forniture di somma urgenza di cui al comma 5, qualora la sussistenza di una causa di divieto indicata nell’allegato 1 o gli elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa siano accertati successivamente alla stipula del contratto, alla concessione dei lavori o all’autorizzazione del subcontratto, l’amministrazione interessata può revocare le autorizzazioni e le concessioni o recedere dai contratti, fatto salvo il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilità conseguite.

    Prego il Blog di specificare che le affermazioni del Sig. Fontana Nicola sono sue esternazioni personali e di cui si assume integralmente la responsabilità.
    Il sottoscritto continuerà a fare battaglie per la legalità e per la trasparenza con ogni mezzo pubblico di informazione a disposizione.
    Sig. Fontana nel frattempo si vergogni Lei e si informi prima di parlare.

    Raffaele Carotenuto

  8. Raffaele Carotenuto Dice:

    Ecco un articolo della “famosissima” giornalista Rosaria Capacchione sulla “Fontana Costruzioni” (per chi ancora non volesse convincersi e rassegnarsi).

    IN ABRUZZO STOP ALLA DITTA DELLA CAMORRA. NEL 2006 L’ANTIMAFIA DIEDE L’OK PER
    IL PARCO AMMATURO
    La Fontana Costruzioni ritenuta vicina al clan dei Casalesi si affida al Tar
    e respinge con fermezza ogni rapporto con la camorra.
    Se non ci fosse stato il terremoto in Abruzzo, se non avesse partecipato al
    grande appalto per la ricostruzione dell’Aquila, la «Fontana Costruzioni spa»
    sarebbe rimasta ancora per molto tempo un’anonima società che, a dispetto del
    luogo di nascita, stava costruendo la sua credibilità imprenditoriale lavoro
    dopo lavoro: infrastrutture e appartamenti in Campania, rete idrica in Emilia
    Romagna, opere viarie in Valle d’Aosta. Ha un sito web ancora in fase di
    allestimento, ha affidato l’immagine alla rete, con aggiudicazioni ben
    pubblicizzate dalla società di progettazione ArchiCons e il recupero urbano di
    Ponticelli sbandierato sul portale di settore. Un’azienda in crescita, quella
    di Nicola Fontana. Che però ha subito una pesantissima battuta d’arresto con l’
    altolà della prefettura di Caserta al rilascio del nulla osta antimafia:
    «Niente visto, questa azienda è vicina ai Casalesi». La sua partecipazione al
    piano-casa in Abruzzo, dunque, è ora affidato al Tar. Ieri, i giudici
    amministrativi della Campania hanno depositato la relazione del Gruppo
    antimafia di piazza Vanvitelli che ha concluso la sua istruttoria con una
    informativa negativa per la «Fontana Costruzioni», ritenuta dagli investigatori
    un’impresa vicina al clan Zagaria e da questo impiegata per attività di
    riciclaggio. L’eventuale riabilitazione della ditta, il cui amministratore
    respinge con fermezza ogni rapporto con la camorra casalese, sarà discussa il
    21 ottobre. Ma in queste ore anche la prefettura di Napoli sta valutando il Dna
    della società di San Cipriano d’Aversa. Un esame dal quale dipenderà la
    prosecuzione del contratto firmato con il ministero della Giustizia per conto
    del quale, con un’associazione temporanea d’imprese, la «Fontana» sta
    ristrutturando le aule bunker del carcere di Poggioreale: le aule, cioè, nelle
    quali vengono celebrati i processi alla camorra. Sarebbero già conclusi,
    invece, i lavori per la ristrutturazione dell’ex Parco Rea, a Giugliano,
    finanziati con i fondi del Pon sicurezza (oltre tre milioni e mezzo di euro).
    Un bene confiscato e affidato al consorzio Sole, che fa riferimento all’
    amministrazione provinciale di Napoli. Il dirigente per la legalità e
    sicurezza, Lucia Rea, fa sapere che la «Fontana Costruzioni» ha consegnato i
    lavori nel luglio del 2008. Per la ditta, dall’amministrazione provinciale e
    dal consorzio Sole erano state fatte richieste di informazioni antimafia,
    rilasciate il 4 maggio del 2006: era tutto in regola. In quella data, dunque,
    nessuna censura era stata fatta a Nicola Fontana e alla madre Maria De Rosa,
    soci della «Fontana costruzioni srl». L’elemento di sospetto sarebbe
    successivo: cioè, l’apporto di capitali di ignota provenienza (e attribuiti a
    una vincita al lotto) fatto da Elvira Fontana, sorella di Nicola, al momento
    della trasformazione dell’impresa in società per azioni. Un passaggio di quote
    sul quale il Gico della Guardia di Finanza ha espresso molte riserve. In queste
    ore, gli specialisti delle Fiamme gialle e i magistrati della Dda di Napoli
    stanno anche acquisendo la documentazione relativa a tutti i contratti
    stipulati dall’impresa con le pubbliche amministrazioni, in particolar modo con
    quelle della Campania. Una mappatura che richiederà ancora diverse settimane.

    ROSARIA CAPACCHIONE
    Il Mattino il 10/09/09

  9. Nicola Fontana Dice:

    Non ho ne voglia ne il tempo di replicare ad un essere come il Sig. Carotenuto………..pero’ voglio comunicare a Voi tutti del Blog e ai Vs utenti che il tempo è galantuomo, e con l’udienza di ieri 16.12.09 al TAR CAMPANIA – NAPOLI – SEZIONE PRIMA è stato accolto il ricorso della FONTANA COSTRUZIONI SpA e rigettata l’interdittiva tanto cara al sig Carotenuto !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Nell’augurare a tutti buon lavoro nei prossimi giorni Vi invieremo il file , affinche venga pubblicato.
    Grazie Nicola Fontana
    FONTANA COSTRUZIONI SpA

  10. raffaele carotenuto Dice:

    Allora l’interdittiva antimafia esisteva o no? Esisteva, esisteva.
    Quindi, l’appalto è stato oculatamente revocato dal Comune di Napoli? SI
    Attenzione Sig. Fontana (?) ai termini personali perché ci potrebbero essere le vie legali a dipanare un dialogo falsato da paroloni e mezze verità da lei dette (prima non ammesse e poi risultate vere).
    Raffaele Carotenuto

  11. luca Dice:

    egr. signor Carotenuto le sole vie legali cui lei dovrebbe far riferimento sono quelle solcate dalla sentenza di cui sopra che legittima, fugando ogni dubbio, la trasparenza della ditta in questione. anzichè arrampicarsi sugli specchi, non sarebbe più intelligente ammettere l’errore e scusarsi? se rilegge attentamente tutta la discussione capirà come il tema trainante di tutto sia l’appartenenza della fontana costruzioni al clan zagaria. Oggi il tribunale ha detto che ciò non è vero. quindi l’intero suo intervento non ha ragion d’essere, per cui ammetta i propri errori, e si ricordi la prossima volta di fondare i suoi interventi su notizie certe e non in corso di indagine, si rischiano grosse figuracce, come lei può constatare in questo momento…saluti.

  12. Emiliano Di Marco Dice:

    Chiedo cortesemente al Signor Nicola Fontana, o chi per esso, di voler citare il numero della sentenza della I° sezione del TAR, relativa all’accoglimento dell’istanza di annullamento della interdittiva ai sensi dell’art. 4 del D. Lgs. 490 del 08/08/1994. Io le ho guardate tutte e non l’ho trovata.

    Grazie

  13. Raffaele Carotenuto Dice:

    Caro emiliano ecco gli estremi che questo sito ed il sottoscritto aspettavano invano dal Sig. Fontana (o chi per esso?).
    TAR Campania – Sezione Prima – Sentenza n. 2908 del 16/12/2009

  14. Raffaele Carotenuto Dice:

    Caro Sig. “Luca” (post del 17 dicembre 2009) vorrei tanto risponderle ma aspetto da lei un gesto di trasparenza: si dichiari con nome e cognome come fa il sottoscritto.
    Le battaglie “serie”, quelle di civiltà democratica e di avanzamento sociale intendo, si fanno con concompiutezza formale e sostanziale.
    Semplicemente: si dichiari!
    -
    * Dimenticavo di specificare che la “famosissima” giornalista Rosaria Capacchione (così viene tacciata dal Sig. Fontana Nicola che si fa il giro dei blogs per vedere chi attacca la sua impresa senza denunciare nessuno, è sotto scorta per le inchieste sui casalesi e company.

  15. Emiliano Di Marco Dice:

    La ricerca sul sito del tar della Campania mi dà una sentenza del 25/06 che non riguarda il caso. Per favore puoi verificare il numero esatto della sentenza? E’ importante per capire il merito delle motivazioni

  16. raffaele carotenuto Dice:

    N. 02908/2009 REG.ORD.SOSP.

    N. 04581/2009 REG.RIC.

    REPUBBLICA ITALIANA

    Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

    (Sezione Prima)

    ha pronunciato la presente

    ORDINANZA

    Sul ricorso numero di registro generale 4581 del 2009, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
    Fontana Costruzioni S.p.A., rappresentato e difeso dagli avv. Biagio Capasso, Angelo Clarizia, con domicilio eletto presso Biagio Capasso in Napoli, viale A.Gramsci N.19;

    contro

    Prefetto di Caserta, U.T.G. – Prefettura di Napoli; Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso dall’Avvoc.Distrett.Stato Napoli, domiciliata per legge in Napoli, via Diaz, 11; Comune di Casapesenna, rappresentato e difeso dall’avv. Victor Gatto, con domicilio eletto presso Gianluca Ronga in Napoli, Calata S. Marco, 13 c/o St. Iorio;

    per l’annullamento

    previa sospensione dell’efficacia,

    della nota della Prefettura di Caserta pervenuta al Comune di Casapesenna in data 23.7.09 ed acquisita al protocollo comunale con il n. 3691 dalla quale si evince che nei confronti della Fontana Costruzioni spa e di Fontana Nicola sussistono cause interdittive di cui all’art.4 del D.Lgs. dell’8.8.94 n.490;della nota prot.n. 3786 del 30.7.09;del Protocollo d’Intesa per l’incremento della collaborazione istituzionale in materia di Pubblici Appalti della Prefettura di Caserta; di ogni altro atto istruttorio,preparatorio,connesso e conseguente..

    Visto il ricorso ed i motivi aggiunti, con i relativi allegati;

    Visti tutti gli atti della causa;

    Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

    Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno;

    Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Casapesenna;

    Visti gli artt. 19 e 21, u.c., della legge 6 dicembre 1971, n. 1034;

    Data per letta nella camera di consiglio del giorno 16 dicembre 2009 la relazione del dott. Francesco Guarracino e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

    Considerata la sussistenza dei presupposti per la concessione della richiesta tutela cautelare;

    P.Q.M.

    Accoglie la domanda cautelare e, per l’effetto, sospende i provvedimenti impugnati. —–

    La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

    Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 16 dicembre 2009 con l’intervento dei Magistrati:

    Antonio Guida, Presidente

    Paolo Corciulo, Consigliere

    Francesco Guarracino, Primo Referendario, Estensore

    L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

    DEPOSITATA IN SEGRETERIA

    Il 16/12/2009

    IL SEGRETARIO

  17. Emiliano Di Marco Dice:

    Grazie, si tratta quindi di una ordinanza sospensiva per via cautelare motivata dal ricorso ed i motivi aggiunti, con i relativi allegati, presentato in via incidentale dalla “Fontana Costruzioni SpA”.
    Si legge nell’ordinanza che c’è una costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno, e del Comune di Casapesenna,
    Non è una sentenza, quindi, si tratta di un atto dovuto…e il signor Fontana (o chi per esso) farebbe bene ad attendere prima di cantare vittoria. Per il momento tutte le ipotesi basate sull’interdittiva antimafia sono in “punta di diritto”.

  18. raffaele carotenuto Dice:

    Bravo Emiliano. Vorrei che questo blog commentasse la sentenza in punta di diritto. Poi la politica e le sue scelte sono cosa altra.

    Raffaele Carotenuto

  19. CARLO ROSELLI Dice:

    salve a tutti! volevo segnalare questa bella villa con le fontane che abbiamo a ponticelli, bella ,rovinata e non curata , in questi giorni mi sono meravigliato!stanno potando gli alberi! (che poi fanno solo una piccola parte nn ho capito il perche?) vorrei capire chi sono i responsabili e chi deve pulire e tenere la manutenzione a questa villa! perche io nn li vedo ! vedo solo sporcizia disgustosa (preservativi fazzolettini dapertutto cacca di cane ( questi sono icittadini che nn sono civili) sia dentro che fuori.. le strutture in legno del percorso podistico all’interno sono diventati dei reperti archeologici tutto il resto e’ jungla…entrano addiritture le macchine dentro la sera e il giorno! eppure e ‘ praticata da molte persone (bambini, coppie ,famiglie, e molti sportivi) …….io ho molte rispetto per il civilismo e credo in questi valori …
    se avete la possibilita’ e le forze politiche di fare qualcosa ne vale la pena per questa causa e per le altre questioni piu’ imminenti… sono a vostra disposizione per firme eventi e quantaltro puo’ servire per migliorare il nostro territorio! GRAZIE!

  20. Quartiereponticelli - Risposta a Carlo Roselli Dice:

    In tempo di campagna elettorale tutto sembra muoversi ; da un aparte la voglia dei politici a “far finta” di fare qualcosa, dall’altra la voglia di fare proteste….
    Da questo Blog, nel Marzo scorso , partì una mobilitazione per la riapertura dei parchi.
    Al momento : Il parco “De Simone” é destinatario di un finanziamento di circa 50.000 euro per il rifacimento dell’impianto elettrico; Il parco “De Filippo” é stato parzialmente ristrutturato e fornito di vigilanza privata
    Entrambi i parchi, però, risultano ancora CHIUSI ed in stato di semiabbandono.
    Gli amministratori pubblici non sono capaci a gestire il personale addetto alla manutenzione dei parchi.
    I dipendenti comunali rappresentano,per lo più, un serbatoio clientelare piuttosto che una forza lavoro a disposizione della comunità.
    * Nei prossimi giorni pubblicheremo un resoconto sullo stato dei Parchi a Ponticelli

  21. raffaele carotenuto Dice:

    COMUNICATO STAMPA

    Mi vergogno di essere nato nel quartiere Ponticelli

    Non la criminalità organizzata, non la mancanza di libertà personale dei cittadini, non l’arretratezza della cultura democratica mi fanno vergognare di essere nato a Ponticelli, quartiere democratico ed antifascista, quanto i responsabili del liceo “Piero Calamandrei” per aver dimostrato un violento attacco omofobico nei confronti degli omosessuali a cui non è stato permesso di commemorare, in quel luogo di cultura, la giornata delle vittime del nazifascismo che ricorrerà, così come prescrive la legge italiana (L. 211/2000), il 27 gennaio prossimo.
    Scriverò al Provveditore Regionale agli Studi affinché in quel liceo venga data autorizzazione all’Arcigay di Napoli ed al tavolo LGBT per poter spiegare agli alunni il dramma degli oltre centomila omosessuali perseguitati dai nazisti dal 1933 al 1945.

    Napoli, 20 gennaio 2010

    Il Presidente del Gruppo

    _________________________________________
    Prot. n. 7 del 20/01/2010

    Ufficio Scolastico Regionale della Campania
    Direttore Generale Prof. Alberto Bottino

    e p.c. Al Sig. Sindaco di Napoli
    On. Rosa Iervolino Russo

    e p.c. All’Assessore alla Pubblica Istruzione
    Dott.ssa Gioia Rispoli

    Oggetto: liceo “Piero Calamandrei” – Ponticelli

    Egr. Prof. Bottino,

    come Lei ben sa la legge 20 luglio 2000, n. 211 istituisce il “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, riconoscendo il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il ricordo della Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionìa, la morte, nonché a tutti quelli che si sono opposti al progetto di sterminio ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
    In tale occasione la medesima legge (Art. 2) legittima cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare “nelle scuole di ogni ordine e grado”, affinché simili eventi non possano mai più accadere.
    Il fatto increscioso e che fa vergognare lo scrivente avviene in una scuola di Ponticelli, storico e comprovato quartiere antifascista e democratico, dove si vuole vietare una iniziativa del ricordo: il liceo “Piero Calamandrei”.
    Tale è infatti la richiesta dell’Arcigay di Napoli e del tavolo LGBT istituito dal Comune di Napoli al dirigente scolastico.
    Il suddetto dirigente probabilmente non conosce la legge ed i suoi contenuti, oltre che le finalità, come debbo supporre ignori che oltre 100 mila omosessuali furono incarcerati dai nazisti tra il 1933 ed il 1945, 60 mila condannati a pene detentive e un numero sconosciuto internati in ospedali psichiatrici.
    Come può un luogo di cultura e di educazione ignorare tutto ciò?
    Con quale livello di responsabilità etica e morale un dirigente può offendere, con una modalità omissiva, una pratica educativa come valore fondante della società di domani? Con quale credibilità?
    E’ appena il caso di far ritornare sui giusti ed opportuni passi il massimo responsabile del liceo in questione affinché ogni retroterra culturale venga sconfitto e ritorni il primato dell’educazione nella scuola “di ogni ordine e grado”, in ogni luogo ed angolo della nazione, in tutte le pubbliche istituzioni, in ogni cittadino.
    Pertanto, si chiede alla S.V. di voler intervenire, con tutta l’urgenza che il caso richiede, presso il dirigente didattico del liceo “P. Calamandrei” di Ponticelli e permettere alla comunità LGBT di Napoli di avere accesso nella scuola per poter dialogare con gli studenti nel rispetto dei perseguitati e magari poter regalare loro un triangolo rosa per ricordare ogni persona omosessuale internata nei lager nazisti.

    Si attende urgentissimo riscontro.

    Distinti saluti.

    Napoli, 20 gennaio 2010

    Il Presidente del Gruppo P.R.C.
    Raffaele Carotenuto

  22. Dott. Luca Degli Esposti Dice:

    caro sig. Carotenuto, non si aggrappi a cavilli di forma. ci sia o meno il mio cognome la sostanza della cosa non cambia. si evince palesemente il suo tentativo di aggrapparsi ad un qualcosa per fermare l’emorragia di figuracce cui la costringe questa discussione. beh le dico che d’ora in avanti dovrà sforzarsi ancora di più, in quanto, a poco a poco, per effetto del percorso giudiziario intrapreso vittoriosamente dalla Fontana Costruzioni, sta ritornando tutto alla normalità. Basta leggere il corriere di caserta di stamattina (30/01) per rendersene conto: pag 14, revocate due interdittive. spero che lo legga. nel caso in cui non lo faccia, non è grave, nei giorni a seguire sentirà tante notizie come questa…sarebbe invece grave se lei pur con l’evidenza dei fatti continuerebbe in questa inutile arrampicata sugli specchi anzichè chiedere scusa (cosa che, mi creda, la farebbe risultare molto più intelligente di quanto risulti adesso con questo atteggiamento). ricordi: prima di intraprendere le battaglie di cui lei parla, occorre prima capire chi è il nemico, e se davvero lo è. in questo caso come lei sta sperimentando sulla sua pelle, ha preso una bella cantonata….ma bella grossa….

  23. Dott. Luca Degli Esposti Dice:

    sig. emiliano, adesso che ne pensa, possiamo iniziare a cantare vittoria? magari solo la prima strofa….ma non si preoccupi canteremo piano piano, un pò alla volta, poi quando avremo finito ce ne andremo senza disturbare… in punta di piedi……anzi no…..in punta di diritto….

  24. Emiliano Di Marco Dice:

    Gentile dott. Luca Degli Esposti, le informazioni antimafia cosidette “tipiche”, di cui all’art. 4 del d.lgs. n. 490/94, hanno fonte prefettizia e posseggono carattere vincolante per le stazioni appaltanti. Nessun giornalista, politico, cittadino possiede il potere di apprezzare e valutare la sussistenza e l’entità, o la rilevanza, dei tentativi di infiltrazione o di condizionamento “mafioso” nelle scelte dell’impresa contraente. I fatti di cui si è parlato sono riferiti dal Prefetto. Per quanto mi riguarda quello che ho scritto si riferisce esclusivamente a fatti documentati dalle autorità giudiziarie.
    Non so che rapporto lei abbia con la Fontana Costruzioni S.P.A., ma visto il suo interesse a difendere la società in questione sappia che non sta parlando con un tifoso ma con un cittadino preoccupato dall’inquinamento dell’economia da parte delle organizzazioni mafiose.
    Personalmente ho già preso atto del provvedimento sospensivo del TAR, se poi lei avesse anche la gentilezza di volerci indicare il numero e la data delle sentenze che hanno rigettato le inderdittive antimanfia, le saremmo tutti molto grati.
    Se vuole cantare vittoria faccia pure, sono pochi i sanciprianesi che possono permetterselo in questo periodo, e capisco l’esigenza di farlo piano in via Salvatore Vitale…

    Va a finire che scopro che una ditta edile di san Cipriano, che ha sede legale sulla stessa strada dove è domiciliato il latitante Michele Zagaria, è diventata così potente senza aver mai dovuto fare compromessi con i casalesi.

    Roba da eroi…

    Rispettosamente…e sempre in punta di diritto.

  25. Nicola Fontana Dice:

    Buonasera a tutti, volevo precisare senza fare polemiche……. cosi come gia’ scrissi al sig. Carotenuto(infatti e da vari mesi che non ho piu’ scritto),che non spreco il mio tempo in queste banalita’,se giro nei blogs non devo sicuramente dar conto a lei …. se poi faccio o no denuncie……Sono un imprenditore e per quanto tale investo il mio tempo in lavoro, nella mia azienda.Ringrazio pubblicamente il dott. Luca Degli Espositi, non tanto per l’atteggiamento che sembra in mia difesa, ma che invece penso sia rivolto a persone, come lei, che ad una semplice notizia ne conclude gia’ un processo….. diffamando/offendendo/screditando le persone.Ebbene siamo in democrazia viva la Repubblica….. ci sono i giudici che fanno il loro lavoro, e con la sentenza del 28.01.10 hanno annullato l’interdittiva . Questa è una notizia reale, che sta agli atti definita da un procedimento presso il TAR. Non mi aspetto le scuse per tutto quello che ha detto e scritto sulla mia persona, pero’ abbia bonta’……….si guardi allo specchio. Al sig. Emiliano preciso che Via Don Salvatore Vitale è una provinciale di circa 3 Km,che collega Casapesenna con Villa Literno, dove risiedono centinaia di famiglie,vari esercizi commerciali e l’Area PiP dove oltre alla mia societa’ ci sono altri 16 lotti con altrettante fabbriche…….non credo che sia giusto discriminare nel modo in cui fa lei, tante persone solo perche’ li e’ domiciliato il latitante Zagaria, lo ha detto stesso lei e’ un latitante, quindi si suppone che non ha un domicilio e/o fissa dimora.Se posso avere il piacere di ospitarla nell’area PiP mi contatti , ne saro’ onorato.
    Cordialita’ Nicola Fontana

  26. Nicola Fontana Dice:

    Gentili lettori e a tuttti Voi del Blog, riporto integralmente l’articolo della giornalista Rosaria Capacchione, pubblicato oggi sul Il Mattino, spero che vengano fugati i dubbi………. e sopratutto al Sig. Carotenuto e company le auguro una buona lettura………(sempre guardandosi allo specchio!!)

    Da : IL MATTINO del 02/02/2010

    Rosaria Capacchione La favoleggiata vincita al lotto era soltanto una chiacchiera. Nessun arricchimento veloce, nessuna espansione societaria ingiustificata, nessuna traccia di capitali provenienti da soggetti estranei alla società, ancor meno di denaro del boss Michele Zagaria. Invece, bilanci in regola e un know-how fatto di un portafoglio clienti di tutto rispetto. Con queste motivazioni, in sintesi, la I sezione del Tar della Campania (presidente Antonio Guida, consigliere Paolo Corciulo, estensore Francesco Guarracino) ha accolto il ricorso dell’impresa Fontana Costruzioni spa alla quale il Gruppo investigativo antimafia della prefettura di Caserta, il 10 luglio dello scorso anno, aveva negato il nulla osta. Certificazione che serviva a chiudere il contratto per la costruzione di uno dei lotti in Abruzzo, nell’area del sisma. A ottobre il Tar aveva respinto la richiesta di sospensiva, presentata dall’avvocato di Nicola Fontana, Biagio Capasso, ma aveva imposto alla prefettura di depositare l’intera documentazione che aveva portato all’interdizione. Spuntano le annotazioni delle forze dell’ordine. Gli accertamenti della sezione anticrimine della questura di Caserta, del comando dei carabinieri di Caserta (tre volte), del centro Dia di Napoli, avevano escluso l’esistenza di elementi tali da far sospettare che la ditta di Nicola Fontana fosse, in realtà, una società-paravento del clan dei Casalesi. Solo la Squadra mobile di Napoli aveva espresso parere negativo, sulla scorta di notizie confidenziali. Il vulnus sarebbe la presenza in un consorzio sia di Luigi Fontana, padre di Nicola, sia di Antonio Diana, architetto e cognato di Michele Fontana «lo sceriffo», cugino e socio del boss Zagaria. Tra l’interdittiva antimafia e la sentenza del Tar sono passati poco più di sei mesi, durante i quali sono stati sospesi tutti i contratti di appalto dell’impresa di Casapesenna. Bloccata la sua partecipazione al piano-casa in Abruzzo, fermi i lavori a Ponticelli, sospeso il contratto con il ministero della Giustizia per la manutenzione degli impianti di condizionamento delle aule bunker di Poggioreale. Quest’ultimo contratto è stato ripristinato subito dopo il deposito della sentenza del Tar. «È stato trovato sospetto anche l’indirizzo della mia impresa, via Salvatore Vitale a San Cipriano d’Aversa, proprio di fronte alla casa di Zagaria – dice Nicola Fontana – ignorando che quella zona è area Pip, assegnata al consorzio Agrorinasce. Io, come altri sedici imprenditori, ho solo fatto una richiesta di assegnazione che è stata esaudita. Per carità, capisco la necessità, da parte della Prefettura e del Gia, di una particolare severità nel rilasciare le informative antimafia. Non ho nessuna intenzione risarcitoria, però vorrei sapere: dovrò pagare ancora a lungo la mia nascita nello stesso paese di Zagaria? Se è così, vorrei che me lo dicessero subito. Il futuro delle famiglie di 108 operai dipende da me». © RIPRODUZIONE RISERVATA

  27. raffaele carotenuto Dice:

    Ricevo ed Inoltro nota su fb http://www.facebook.com/pages/Fuoriluogo-Napoli-Est/191165671190?ref=ts#/note.php?note_id=313857869368&id=526742119&ref=mf

    La tiro giù con l’accetta… perchè a volte nella comunicazione è utile semplificare. Ma chi vuole può approfondire recuperando le sentenze del Tar e i vari comunicati dal blog di Emiliano di Marco: http://emilianodimarco.splinder.com/post/22154269#more-22154269

    Allora le cose stanno così:

    - il 13 maggio 2008 vengono scacciati col fuoco i rom dei campi di Ponticelli (Na), con un clamoroso pogrom seguito al presunto tentativo di rapimento di un neonato da parte di una ragazzina rom minorenne ( Dragan Maria). Per questa accusa Maria su una base indiziaria a dir poco “discutibile” (la “percezione” della madre del bambino che “non avrebbe motivo di mentire”…) è stata pesantemente condannata a tre anni e otto mesi con sentenza già passata in appello.
    Da quasi due anni nel carcere minorile di Nisida, le è stato negato l’annullamento della misura cautelare in carcere, con una sentenza che ha fatto scalpore, perchè motivata dalla “persistente organicità” di Maria con la cultura rom che è una cultura “portata a violare le regole”… Maria per altro è una minore in stato di abbandono, dal momento che i suoi genitori sono scappati in seguito al pogrom. Eppure le è sempre stato negato il gratuito patrocinio, perchè “potrebbe avere ingenti risorse” a “casa sua”, cioè nella ex-Jugoslavia…
    Nell’incendio dei campi si distinse la funzione di comitati civici anti-rom dalla spiccata sperimentazione leghista e securitaria, ma molto vicini al Pd, che del resto affisse anche un manifesto a sostegno di questa campagna. Manifesto poi parzialmente rinnegato quando gli eventi assunsero una piega particolarmente “imbarazzante”, con l’incendio dei campi davanti alle telecamere de “La vita in diretta”… ma la sperimentazione ebbe altri passaggi pubblici con un convegno dei comitati anti-rom di Ponticelli insieme ad altri comitati civici dall’analogo tenore securitario. Va tenuto presente che per la prima volta, alle precedenti elezioni politiche, il Pd non era stato il primo partito in questo storico quartiere “rosso” di Napoli…

    - Fin da subito, come denuncia ad esempio un comunicato del consigliere comunale Raffaele Carotenuto, si seppe anche che curiosamente i due campi rom bruciati (sul totale di dieci insediamenti presenti) erano proprio quelli che insistevano nell’area delimitata tra Via Argine (antistante ARIN) e Via San Michele fino alla chiesa SS. Pietro e Paolo, in pratica l’area interessata da un importante intervento di “riqualificazione urbana” diviso in quattro parti. In particolare l’area corrispondeva a quella denominata “sub-ambito 2″.
    Le gare d’appalto sono andate a lungo deserte finchè, con procedure anch’esse molto discutibili, è stata ampliata la percentuale di edilizia privata prevista dal piano regolatore. Alla fine viene fuori un piano che prevede di convogliare interventi nell’area indicata per 49 milioni di euro (34 messi da privati e 15 provenienti da finanziamenti pubblici). I lavori dovevano partire il 4 agosto del 2008, ma solo tre mesi prima i terreni erano occupati dai campi rom.. fino alla fatidica data del 13 maggio.
    I lavori però non sono partiti, fin quando, dopo un pò di mesi, si è saputo che l’aggiudicataria dell’appalto è la ditta “Fontana costruzioni spa”, con sede legale a San Cipriano di Aversa (Ce).

    - Il primo colpo di scena arriva nel luglio 2009: alla “Fontana costruzioni spa”, che nel frattempo ha vinto molti altri appalti tra la Campania e l’Emilia e che si era forse spinta troppo in là aggiudicandosi un maxi-appalto nella ricostruzione in Abruzzo, viene ritirato il certificato antimafia dalla Prefettura di Caserta.
    Secondo una serie di relazioni del Gico, della digos e dei carabinieri, questa ditta sarebbe fortemente indiziata di essere uno strumento di riciclaggio nell’orbita del potente clan Zagaria. In effetti è quanto meno sospetto il passaggio del 16 gennaio 2007 in cui la ditta facente capo al giovane Nicola Fontana (36 anni) passava da Srl a Spa, con un aumento del capitale sociale da diecimila euro a un milione di euro..! Una cifra di cui non si capisce la provenienza e spropositata rispetto alle risorse patrimoniali della famiglia Fontana che in effetti la giustificava con una vincita al lotto… un membro del collegio dei sindaci dell’azienda risulta inoltre essere già oggetto di un rinvio a giudizio per riciclaggio con pesanti aggravanti.
    Il padre di Nicola Fontana, Luigi, risulta invece essere componente del consiglio di amministrazione della Co.GE.IM.TEC unitamente al cognato di un membro acclarato del clan Zagaria. Lo stesso Nicola, tramite la Fontana costruzioni, è socio della Az Leasing spa, di cui un altro socio consigliere, Ferriero Lorenzo è a sua volta coinvolto nella Co.Ge.Fer. che ha già ricevuto l’interdittiva antimafia, così come è stata interdetta la “Energia Pulita Pietramelara” facente capo a Giuseppe Laudante, più volte denunciato e al quale Ferriero si accompagna spesso. Le relazioni di polizia e carabinieri accreditano fortemente l’ipotesi che la famiglia Fontana faccia da prestanome per il riciclaggio del clan Zagaria, segnalando anche una serie di frequentazioni vicine al clan.

    - Il secondo colpo di scena arriva però con la sentenza del TAR del 8 gennaio 2010, che annulla l’interdittiva antimafia della prefettura di Caserta!
    Per il Tar resta certo la bizzarria dell’improvviso e inspiegato aumento di capitale, ma l’unico dato oggettivo, la presenza di un membro del collegio dei sindaci già rinviato a giudizio per riciclaggio, riguarda per l’appunto un organo di controllo e non amministrativo della società. I rapporti di parentela, le “frequentazioni inopportune” e la condivisione di altre aziende con persone a loro volta socie in aziende che hanno già ricevuto l’interdittiva antimafia, cosituirebbero un quadro indiziario non ancora abbastanza preciso e solido da giustificare l’interdittiva sulla Fontana Costruzioni. Questo almeno nella valutazione del Tar.
    E quindi ogni problema è risolto e l’appalto per il sub-ambito 2 del piano di recupero urbano di Ponticelli, chiaramente inficiato dalla precedente interdittiva, può ripartire gloriosamente…!

    Si capisce quindi che il titolo che ho scelto è evidentemente provocatorio e non probatorio. Eppure mi chiedo, in tanti ci chiediamo, se esistano ancora le condizioni di opportunità perchè, con tante zone d’ombra che ancora evidentemente permangono, la Fontana Costruzioni gestisca questo appalto.
    E se non sarebbe il caso che ci uniamo e facciamo sentire la nostra voce per pretendere che si guardi meglio in queste zone d’ombra.Per dissipare la nebbia ed avere un pò di verità sulle ragioni che hanno portato al più vergognoso pogrom che la nostra città ricordi, con centinaia di persone che hanno rischiato di essere bruciate vive! E perchè magari la verità ridarebbe forse un pò di giustizia a una ragazzina rinchiusa da due anni nel carcere di Nisida, dopo che i suoi genitori sono stati violentemente scacciati!!

    Magari è utile far girare questa nota e invitare alla riflessione su questi spunti più gente possibile.
    ———————————
    ps: en passant, la sede legale della “Fontana Costruzioni” a San Cipriano D’Aversa è in via Salvatore Vitale, dove un tempo risultava domiciliato l’attuale boss latitante Michele Zagaria, a capo del clan omonimo. Ma naturalmente è un’osservazione del tutto tendenziosa, perchè la suddetta via è lunga 3 Km…

  28. quartiereponticelli Dice:

    Preghiamo i protagonisti del dibattito in questione di evitare, nei loro interventi, offese personali o invettive non suffragate da prove evidenti.
    Saremo altresì lieti di ricevere notizie utili sui tempi previsti per l’inizio dei lavori e sui dettagli urbanistici del progetto

  29. raffaele carotenuto Dice:

    Grazie quartiereponticelli.it Ci tengo a dire che per quanto mi riguarda non ho mai offeso nessuno ed ho prodotto solo ed esclusivamente notizie vere e fondate, onorando il mio mandato pubblico.
    Sarà mia cura, come da anni, informare questo blog sugli sviluppi del Piano di Recupero Urbano dell’intera area di Ponticelli.

    Sarà mia cura, come da anni, informare questo blog sugli sviluppi del Piano di Recupero Urbano dell’intera area di Ponticelli.

    Raffaele Carotenuto


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